| Evoluzione
degli orologi da torre |
| Gli
orologi da torre erano a pendolo con motore a pesi. Per la loro dimensione
e per il costo del metallo venivano eseguiti solo su commissione. Durante
il 1700 le macchine prodotte dalla fabbrica Solari venivano realizzate
interamente in ferro battuto con un castello costituito da piatti di ferro
assemblati mediante cunei metallici in seguito sostituiti con grossolani
dadi filettati. All'interno di questo modello che non ha subito sostanziali
modifiche nel tempo, i meccanismi sono stati oggetto di variazioni tecniche
lungamente sperimentate. |

Scappamento ad ancora a rinculo
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Scappamento ad ancora di Graham
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Specialmente
nell'orologeria campanaria lo spartiore a ruota con tacche è stato preferito
a quello sagomato a chiocciola; mentre lo scappamento si è evoluto dai
primi modelli ad àncora a rinculo dal 1725 ca. al 1800; a caviglia in
rari casi durante il 1800; ad àncora di Graham introdotta alla fine del
XIX secolo. |
| Durante
il 1800 anche il telaio subisce importanti cambiamenti perché viene assemblato
con elementi in fusione di ghisa eseguiti presso fonderie industriali
sustampi in legno forniti dal costruttore il quale, invece, curava in
proprio le fusioni in ottone per i ruotismi. A proposito di fusioni è
opportuno ricordare la presenza a Pesariis di bronzinai il cui segreto
nella costruzione di paioli in bronzo si è tramandato per almeno tre secoli
(1600-1900), lasciando in eredità lo storico "bronzino", simbolo del paese.
Con la fusione del telaio sono state introdotte altre innovazioni quali
i filetti che dal tipo inglese Withworth vengono modificati in quelli
cosiddetti "metrici"; la dentatura modulare di tipo epicicloidale; le
boccole ad eccentrico; esclusione dell'uso delle gabbie. Nello stesso
periodo anche i meccanismi sono differenziati secondo la loro complessità:
il più semplice indicava soltanto le ore su uno o più quadranti; il più
complesso consentiva, mediante tiranti, il battito delle ore, mezze ore
e quarti di ora su una o più campane. La dimensione degli orologi, i pesi
motori in pietra che calavano all'interno dei campanili e i batacchi erano
proporzionati al peso delle campane e alla lunghezza e robustezza degli
indici. |

Fissaggio a spine coniche
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| Gli
orologi erano a funzionamento completamente autonomo con carica a mano
fino a quando non é stata elettrificata verso gli anni trenta di questo
secolo con tutti i vantaggi che ne sono derivati. All'inizio del 1900
la ditta Solari realizzava un modello di orologio innovativo, sotto l'aspetto
costruttivo tecnologico ed estetico, la cui descrizione particolareggiata
è leggibile nel catalogo pubblicitario divulgato nel 1914 e indirizzato
ai maggiori committenti: parrocchie, comuni, stazioni, ospedali. |
Fissaggio
a dadi filettati
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| Merita
ricordare che l'archivio della ditta Solari, contenente la documentazione
storica dell'attività produttiva dalle origini, è andato completamente
distrutto nel 1944 dall'intervento vandalico delle truppe di occupazione
cosacca allorquando utilizzarono la carta dei documenti per confezionare
sigarette. La F.lli Solari assumeva la fornitura di orologi di qualsiasi
grandezza e forma con preferenza per il sistema verticale ed era disponibile
a riparare e modificare i vecchi modelli. Inoltre, su richiesta, forniva
quadranti trasparenti o di altro tipo e campane in bronzo con i relativi
sostegni. Per quanto segue si fa riferimento al catalogo sopracitato.
Descrizione dell'orologio verticale: "I nostri orologi di forma verticale,
unica per specialità in Italia e rassomigliante alla forma Germanica,
consiste in un robusto ed elegante castello in ghisa, al quale vengono
fissate con apposite viti le lamine che sostengono l'intero apparato rotativo
e su cui mettono capo tutti gli assi di rotazione, rendendo in tal modo
semplice e facilissima anche da persone inesperte la smontatura dei singoli
pezzi. Tutte le ruote, eccettuete quelle che servono alla carica dei pesi
motori, che di solito sono in ferro fuso, si costruiscono in getto d'ottone
con i relativi assi e rocchetti o pignoni in acciaio tutto fresato a nuovo
sistema, scorrenti sopra cuscinetti di apposita lega in bronzo. Tra le
diverse specie di scappamenti che la Fabbrica adotta, viene preferito
quello ad Ancora di Graham (...) Il pendolo ordinariamente è composto
di un asse di legno noce portante una lente molto pesante, perché risenta
il meno possibile le variazioni atmosferiche. La Fabbrica però adotta
anche il pendolo a compensazione se il Committente lo preferisce, come
pure scappamenti speciali a forza costante (...) possono costruirsi in
modo che battano le sole ore, come pure le ore e mezzore ovvero ore e
quarti e ancora con ripetizione delle ore ad ogni quarto cioè a grande
soneria; ed infine vi può essere munita la suoneria d'ordine per gli opportuni
avvisi dell'alba, mezzogiorno, entrate nelle scuole, uffici, stabilimenti
etc... La carica di essi può essere di trenta ore o otto giorni. I nostri
orologi sono muniti di corda metallica per il sostegno dei pesi motori,
e questi ultimi a richiesta la Ditta può fornirli in ghisa." |
Officina
della "Solari" nel 1922
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Gli
orologi partivano sempre dalla fabbrica smontati, in grandi casse di legno,
e un socio della ditta aveva il compito di fare il viaggio per l'installazione;
solitamente il vitto e l'alloggio erano forniti dalla committenza della
quale il montatore era ospite fino al completo funzionamento dell'orologio.
La "Solari" fornì un orologio anche alla torre del palazzo reale di Cettigne
(allora capitale del Montenegro), dimora paterna della regina Elena, imparentata
con la famiglia degli Zar di Russia. La qualità di questi orologi è dimostrata,
oltre che dal numero delle committenze che ha portato i prodotti Solari
su tutto il territorio friulano, nel veneto, nell'Istria, in Dalmazia,
Grecia e oltre oceano, anche da una medaglia ricevuta all'Esposizione
Internazionale di Vienna nell'ultimo decennio del secolo scorso.
Tra le realizzazioni
di maggior rilievo durante il 1800 sono da ricordare: l'orologio di Piazza
Libertà a Udine costruito da Antonio Solari quondam Giacomo e i figli
Giovanni e Leonardo nel 1852 e quello di Piazza dell'Unità a Trieste costruito
dai fratelli Giovanni e Leonardo nel 1875. Entrambi azionano due coppie
di mori giganti che battono le ore: quelle di Udine, in lega di rame,
sono state realizzate nel 1850 da Olimpio Cescutti su modello del Luccardi;
quelle di Trieste, in fusione di bronzo, ideate da Giuseppe Bruni nel
1873 e recentemente sostituite fedelmente riprodotte. L'orologio del Palazzo
delle Poste di Padova, realizzato nel 1867 da Giovanni e Leonardo Solari,
è dotato di uno scappamento a caviglia quale variante rispetto all'usuale
scappamento ad àncora. |
Durante
la prima guerra mondiale i Solari perdettero, tra le altre cose, tutti
gli stampi in ghisa custoditi in una fonderia nei pressi della stazione
ferroviaria di Udine. Nel 1920, accanto agli impianti per la lavorazione
degli orologi da torre, furono installati strumenti moderni per la lavorazione
di qualsiasi tipo di orologio, da quello elettrico a quello di controllo,
all'orologio universale conosciuto come "Fusorario D' Ambrosio" che segna
l'ora legale unitamente all'ora media di ogni meridiano. Negli anni trenta
vennero realizzate altre soluzioni innovative grazie all'ingegno di Remigio
Solari che migliorò la produzione tradizionale sulla base dell'esperienza
fatta durante la prima guerra mondiale come tecnico specialista nel Pirotecnico
di Bologna, dov'era stato chiamato a realizzare automatismi meccanici
per granate d'artiglieria.
Opera sua furono gli orologi per la Stazione di Santa Maria Novella a
Firenze (a mensola bifacciale all'esterno, con ore sopra e minuti sotto
con palette alte da 50cm a 1m) e per il Palazzo delle Poste e la Stazione
Marittima a Napoli. |
Orologio
a scatto di pale installato sul fronte della stazione di Santa Maria
Novella di Firenze
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Orologio
registratore a punte scriventi
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Il
primo consiste in un reticolo su cui in prospetto appaiono e scompaiono
in bianco e nero dei rettangoli che, circa trenta alla volta, formano
l'indicazione dell'ora in numeri romani e quella dei minuti in cifre arabe;
tali indicazioni sono illuminate di notte dall'interno di ogni rettangolo.
Il secondo ha un grande quadrante a lancette su torre, appaiato ad un
uguale quadrante su un'altra torre che indica dati meteorologici. Gli
orologi a puntine scriventi, creati da Remigio nel decennio 1930-1940
per le Ferrovie dello Stato, furono la sua ultima realizzazione alla F.lli
Solari di Pesariis. Dopo la scissione dell'azienda, avvenuta nel 1939,
i due rami staccati della famiglia Solari assicuravano continuità alla
fabbricazione degli orologi rispettivamente a Pesariis con i fratelli
Ciro, Alceo e Alfeo, e a Udine con i cugini di questi e cioè i fratelli
Remigio, Remo, Ettore, Fermo e il cugino Ugo. Dopo il 1945, ampliati gli
impianti dell'officina, immesse nuove macchine di precisione di fabbricazione
nazionale, svizzera e tedesca, l'Amministrazione delle Ferrovie dello
Stato commissionava alla Solari di Pesariis l'ottanta per cento degli
orologi per le stazioni distrutte durante la guerra. Inoltre veniva commissionata
la fornitura di orologi registratori di segnalamento e di blocco a punte
scriventi che segnano l'ora esatta su diagrammi di carta paraffinata per
il regolare funzionamento dei treni nelle complesse manovre alle stazioni
e ai posti di blocco. |
| Successive
realizzazioni furono l'orologio di controllo innovativo rispetto agli
altri modelli esistenti: vennero ridotte notevolmente le misure della
scatola contenente i meccanismi; la scheda veniva inserita in posizione
frontale invece che rovesciata e la timbratura poteva essere elettrica.
Quindi l'orologio a scatto di cifre, al quale si è poi aggiunto l'orologio
calendario completamente automatico anche per l'anno bisestile (qui per
la prima volta vennero utilizzate due mezze palette a caduta, preludio
ai teleindicatori), che ha ottenuto brevetti in diversi paesi. |
Orologio
di controllo a scheda con timbratura elettrica
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Orologio
a scatto di cifra con pale verticali
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Dopo
il 1955 nascono i teleindicatori, creati come apparecchi per le stazioni
ferroviarie indicanti le destinazioni, il tipo di treno e l'ora di partenza,
comandabili a distanza, e formati da un sistema a rulli di palette. Per
velocizzare la rotazione delle palette un elettromagnete ad àncora speciale
permetteva di far fare all'intero rullo il giro completo in meno di un
minuto. Queste moderne realizzazioni derivano dai prototipi utilizzati
negli orologi per la Stazione di Santa Maria Novella di Firenze che in
seguito hanno trovato sorprendente applicazione in molteplici automatismi
secondo le più svariate esigenze. La storia plurisecolare degli orologi
di Pesariis, tracciata dall'ingegno della famiglia Solari, costituisce
un patrimonio culturale e tecnologico meritevole di essere evidenziato
con una sintesi museale da ospitare in appropriata sede nella Val Pesarina.
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