Verso il 1930, con l'introduzione dei motori elettrici in tutti i settori dell'industria, anche nella Faria di Pesariis si applica il motore agli orologi da torre togliendo in tal modo al sacrestano il gravoso compito del caricamento giornaliero.

orologio da torre del 1920
motorino riavvolgicorda (particolare)
L'orologio automatico possiede tutte le caratteristiche del precedente, in più è provvisto di una scatola con vite senza fine collegata al motore e ad un giunto cardanico collegato alle ruote di carica dell'orologio. Quando il peso raggiunge una data altezza di caduta, entra automaticamente in funzione il motore che rialza il peso il quale, raggiunta l'altezza necessaria, sospende l'arrivo della corrente e quindi la marcia del motore.
L'interruttore è provvisto di un dispositivo che, in mancanza di corrente, rimane aperto permettendo al peso di continuare la sua caduta; al ritorno della corrente elettrica, il motore ricarica l'orologio fino al ripristino delle sua normali condizioni. Un dispositivo "a forza costante" permette all'orologio di funzionare normalmente durante l'operazione di ricarica. All'orologio si applica inoltre un dispositivo per l'accensione e lo spegnimento della lampada per l'illuminazione del quadrante, programmabile per qualsiasi ora del giorno.
interruttore (particolare

La grandezza degli orologi varia in funzione delle caratteristiche dell'orologio stesso: dimensioni dei quadranti, del loro numero, della suoneria delle ore, delle mezzore e dei quarti d'ora, del peso delle campane su cui dovevano battere le ore.

Museo dell'Orologeria Pesarina

Orologi da Torre con ricarica automatica