Verso la metà del 1800 la costruzione degli orologi da torre subisce un cambiamento radicale, passando ad una tecnica quasi industriale:

  • il telaio anziché venir forgiato in ferro viene costruito con una fusione in ghisa;
  • le ruote, anziché essere forgiate, curvate e dentate a mano, vengono fuse in ottone (materiale molto più duttile del ferro), tornite e fresate con macchine interamente costruite presso la Faria e sempre azionate dall'acqua del Rio Possal.
dentatrice francese utilizzata dalla Fabbrica F.lli Solari nel 1800
particolare d'ingranaggio di orologio da torre in ottone del 1800
L'uso del ferro viene così limitato quasi esclusivamente alla costruzione degli assi, dei pignoni, delle leve, e solo in certi casi all'incastellatura di sostegno dei movimenti.
Relativamente alle nuove esigenze, i vantaggi dell'ottone sono evidenti: si presta infatti ad essere fuso e colato in forme (in tal modo si rendeva più veloce il lavoro e si limitavano gli sprechi di materiale); è facile da tornire, fresare e rifinire; le variazioni atmosferiche, l'umidità e la ruggine non lo attaccano e quindi non è deteriorabile come il ferro; infine l'attrito è molto inferiore il che conferisce al meccanismo una regolarità di marcia superiore.
orologio da torre del 1800

Museo dell'Orologeria Pesarina

L'evoluzione tecnologica