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| La Val Pesarina si estende per una ventina di chilometri sulla direttice ovest-est dalla Forcella di Lavardet, che la collega al Cadore, alla confluenza dell'omonimo torrente, che la incide per tutta la sua lunghezza e dal quale prende il nome, con il fiume Degano tra Ovaro e Comeglians. E' detta anche Canale di San Canciano o Canal Pedarzo o, più semplicemtne, Cjanal, così come cjanaloz sono chiamati i suoi abitanti. | ||
| E' delimitata a nord dalla catena delle Dolomiti Pesarine, ove spiccano le cime del Creton di Clap Grant e di Culzei, Siera, Creta Forata, Fuina e Pleros che si frastagliano in muraglie e torrioni; mentre a sud i profili più dolci e verdeggianti, i fianchi boscosi e le cime dei monti Morgenlait, Pieltinis, Navarza e Losa la separano dalla conca di Sauris. | ||
| Percorrendo la strada statale 465 che risale la valle fiancheggiando la sinistra orografica del torrente Pesarina, s'incontra il piccolo nucleo abitato di Croce, una propaggine della frazione di Sostasio che si adagia alle falde del monte Talm. Quindi, attraversata Avausa, si arriva a Prato, il capoluogo che accoglie il turista con il caratteristico campanile pendente (Tor) accanto al quale un tempo sorgeva l'antica Chiesa Parrocchiale di San Canciano. | ||
| Sulla sponda destra del versante a bacio, di fronte a Prato, ai piedi della taviela, è ubicato Pradumbli ove la leggenda colloca l'antico castello di Dumbli, ovvero il castrum dominarum, edificio fortificato con funzioni di torre di guardia ed utilizzato prima dai Longobardi e passato quindi ai patriarchi di Aquileia. | ||
| Ancora più antico pare essere l'insediamento di Prico, posto sul terrazzo soleggiato e riparato a 768 m di quota, poco sopra l'abitato di Prato, sulla direttrice che un tempo collegava a mezza costa Sostasio con Truia. | ||
| Proseguendo per Pieria, sede del Municipio, si raggiunge Osais ove si possono ammirare gli affreschi di Giovanni Fuluto (1506) nella chiesa di San Leonardo, nonché suggestivi esempi di architettura carnica del XVII e XVIII secolo. | ||
| Da Truia, la frazione più elevata della valle (881 m) e che gli storici indicano come il primo paese del canale fondato da boscaioli e minatori - si racconta di una miniera di argento nella zona del torrente Fuina - si può proseguire per gli stavoli di Orias, che costituiscono senza dubbio uno dei più significativi ed importanti agglomerati rurali della vallata. Di immutata struttura e tipologia, sono testimonianza della vita contadina locale. | ||
| Pesariis è forse uno dei centri storici della Carnia più interesante sotto il profilo architettonico ed urbanistico, offre all'ammirazione del visitatore le costruzioni tipiche, risalenti al 1500-1700 con tetti spioventi e copertura in tegola. In paese inoltre hanno sede il Museo dell'Orologio, dove si possono ammirare splendidi esempi di orologi da torre e non risalenti anche al XVIII secolo, ed il Museo (Casa) Bruseschi, in cui sono conservati gli arredi della casa carnica tipica. | ||
| Dopo l'ultimo centro abitato del canale, sulla strada che congiunge alla Forcella Lavardet e a Casera Razzo entra nella parte alta della valle, s'incontra, a poco più di un chilometro da Pesariis, l'antica fabbrica di orologi Solari, ancor oggi operante nel campo dell'orologeria industriale e dei teleindicatori. | ||
| Lungo la statale 465 si trovano poi gli stavoli ed i casolari di Tesa e Truella, la cappella votiva di Culzei e la località Rio Bianco. Si giunge infine all'albergo Pradibosco, circondato da fitte abetaie e incorniciato dai profili delle sovrastati Dolomiti Pesarine, ed alla località Lavadin, punto di partenza di numerose ascensioni alpinistiche che hanno per base il Rifugio De Gasperi a 1767 metri di quota. | ||
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